FC - Cronaca - Incontro con Paolo Stella...alla boa: 'La vita è più intelligente di noi'

July 15, 2018

 

 

Meet me alla boa è l'esordio letterario dell'attore, blogger ed influencer forlivese, anche se nato a Milano, Paolo Stella. Il libro, uscito il 12 luglio scorso, sta già riscuotendo un buon successo, destinato ad aumentare già nei prossimi giorni. 
Dopo averlo letto e recensito (qui), abbiamo parlato di Meet alla boa con l'autore. Paolo Stella (qui in una foto tratta dal suo profilo facebook col suo inseparabile Bacco) ha raccontato il libro, si è raccontato in esclusiva alla nostra redazione. Paolo si è dimostrato subito molto disponibile.

Attenzione: l'intervista contiene un accenno di spoiler: quindi, se non avete ancora letto il libro (qui per comprarlo), evitate, al momento, le domande con l'asterisco. 

 

 

Come è nata l'idea di pubblicare Meet me alla boa? 
"Non è mai nata. È stato il libro a decidere di pubblicarsi. Io l’ho scritto sei anni fa e l’ho messo in un cassetto. Lo avevo fatto per curarmi, capirmi, come flusso di coscienza. Non avevo intenzione di pubblicarlo. Poi un bel giorno la Mondadori mi ha chiesto di fare un’operazione editoriale, volevano puntare su di me come personaggio affiancandomi un ghost writer. Li ho guardati e ho detto “non serve, il libro l’ho già scritto”. Loro sono stati un po’ sorpresi e probabilmente il pregiudizio (abbastanza comune) nei confronti degli influencer si è fatto strada nei loro pensieri. Ma poi l’hanno letto e la mattina dopo, alle 7.30 del mattino mi hanno chiamato dicendo che sul loro tavolo c’era un contratto pronto da firmare"
Quando è stato scritto il libro?
"6 anni fa in un mese secco. Sono piuttosto veloce"
Quali sensazioni hai provato nello scriverlo? 
"È stata un'operazione di autoanalisi ed elaborazione di un lutto, con tutte le sensazioni che ne derivano"
Cosa avevi negli occhi quando hai scritto la bellissima lettera a Marti? *
"Gli occhi di Marti"
Il libro è ambientato prevalentemente tra Parigi e Roma: sono le tue città preferite? 
"Roma sì, Parigi no. Parigi ci capito tanto per lavoro, la conosco bene, ma non è una città del cuore, ma una città da lavoro. Le mie città del cuore sono Roma e New York. Anche se Milano sta prendendo posizioni.
Quanto c'è di autobiografico nel libro? 
"Nelle opere prime è inevitabili essere molto autobiografici. L’esperienza della perdita di una persona cara è mia. Attorno ho creato una storia costellata di diverse vicende personali e alcune invenzioni letterarie"
Meet me alla boa potrebbe diventare un film? 
"Si"
Hai altre idee, per un libro, nel cassetto? 
"Ho un'idea per il secondo, perché me lo stanno già chiedendo. Ma ho bisogno di un mese di isolamento totale dalla vita iperfrenetica che conduco"
Come ti sei approcciato alla stesura del libro?
"Sedendomi alla scrivania e scrivendo. Senza mai aver fatto un corso di scrittura o avendo la minima idea della struttura di un libro. Semplicemente buttavo giù parole e pensieri. E magicamente avevano un senso"
Quanto è stata importante la musica nella stesura del libro e quanto lo è nella tua vita? 
"Fondamentale. Scrivo sempre con la musica di sottofondo che mi porta in giro. Con Mattia Gaballo (il mio consulente musicale e direttore musicale di radio importantissime) abbiamo aperto anche un profilo Spotify "meet me alla boa" (qui) che associa ad ogni capitolo la musica con cui l'ho scritto, quella che suggerisco per leggere quelle parole. Il libro diventa così un'esperienza su più livelli" 
Dalla lettura di Meet me alla boa pare che ne esca un Paolo Stella più intimo e un Paolo Stella diverso da quello che si vede sui social: è solo una sensazione? 
"È la stessa cosa che dicono i veri amici, quelli intimi. Con le parole scritte su carta si scava più nel profondo. I social sono un campo creativo e divertentissimo, iper connesso e veloce, ma per ragioni di tempo più superficiale. Per leggere il mio libro devi sederti e staccare dal mondo, prendere del tempo per te e regalarmelo. Dovevo aver rispetto per questo regalo che mi fate" 
Quanto, nella vita, ti aiutano i ricordi?
"Vivo di forti nostalgie, ma sono tutte lo sfondo di un grande sorriso.
Il libro parla di 30 passi, ma non voglio svelare troppo: quali sono i tuoi 30 passi? Ce n'è uno in particolare? *
"21. 28"
Meet me alla boa è un libro che fa piangere, fa ridere e fa riflettere: in percentuali, quanto di queste tre emozioni/sensazioni ci sono nella tua vita?
"Rido molto, piango poco ma intensamente, rifletto con leggerezza costantemente"
Torniamo al concetto di passi, concetto fondamentale nel tuo libro: nella tua vita, così come nella tua carriera, di passi ne hai fatti tanti: quali sono quelli secondo te fondamentali?
"Ce n'è stato uno fondamentale: quando ho rinunciato a condurre la mia vita secondo un'idea prefissata che avevo di me, quando ho messo il mio percorso nelle mani della vita, seguendo il flusso. La vita è più intelligente di noi. Sempre. La mia carriera è solo una conseguenza di questa scelta"
È stato terapeutico, per te, scrivere Meet me alla boa? 
"Salvifico"
Quanto sono importanti per te gli amici, vecchi e nuovi? 
"Salvifici. Niente avrebbe senso senza di loro"

 

Simone Feroli


 

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